giovedì 10 ottobre 2019
Cambiamenti
Ormai è passata più di una settimana da quando ho lasciato il luogo dove sono nata. Da lunedì scorso vivo in una specie di limbo, un po' cerco di seguire la mia solita routine e un po' sento l'urgenza di fare qualcosa di diverso, qualcosa che non avevo mai fatto prima. Penso sia una sensazione comune a tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, lasciano il luogo dove hanno vissuto da quando erano bambini e decidono di iniziare una nuova vita in una nuova città, in un nuovo stato, in un nuovo continente.
Faccio un po' di chiarezza, io so che fra poco meno di cinque mesi tornerò dove ho lasciato alcuni dei miei affetti più grandi, la maggior parte dei miei amici, la mia famiglia e la mia vita abituale; tuttavia non riesco a togliermi di dosso la sensazione che qualcosa in me sia cambiato.
Partire e viaggiare, cambiare totalmente il modo in cui vivo, hanno sempre esercitato una fortissima attrazione su di me. Quando avevo sedici anni dicevo a tutti che non vedevo l'ora di lasciare la mia città, di iniziare una nuova, meravigliosa vita altrove e aspettavo impaziente il momento in cui avrei potuto farlo. Ora non più. O meglio, non sento più quell'incredibile urgenza di cambiamento. Dopo aver iniziato l'università ho scoperto che si può cambiare moltissimo anche rimanendo nella stessa città e vivendo sempre nella stessa casa. Non è una cosa scontata, spesso è difficile pensare che sia possibile trasformarsi facendo qualcosa di banale come cambiare luogo di studio, ma forse essere adulti consiste anche nell'accorgersi dei minuscoli cambiamenti che avvengono in noi. Dopotutto la crescita implica sempre un cambiamento, fisico e mentale. Se pensiamo ad una mela diventa facilissimo capirlo. Il frutto che noi mangiamo non nasce come noi lo vediamo. Prima c'è il fiore, poi il fiore diventa un frutto verdino e piccolo, infine si trasforma nella mela matura, rossa e polposa che ci piace tanto.
Il cambiamento è parte della vita e avviene che ci piaccia o no. Non possiamo fermarlo, è naturale che avvenga e noi siamo solo spettatori o vittime, a seconda dei punti di vista. Un genitore potrebbe desiderare che il figlio smetta di crescere, per poterlo avere sempre con sé, ma non può.
Sono sicura che la maggior parte degli adolescenti non vorrebbe passare attraverso quelle bruttissime fasi di cambiamento estetico che comportano acne, dolori muscolari, ormoni in confusione e, spesso, ribellione contro ogni regola imposta da genitori o qualsiasi potere superiore la cui autorità non viene riconosciuta. Ma non possono evitarle, sono parte dell'adolescenza e senza di esse non diventerebbero adulti.
Mia madre mi ha sempre detto che solo gli stupidi non cambiano mai. Da piccola non le credevo ed ero orgogliosa delle mie opinioni e pensavo che non sarebbero mai cambiate. Ora non sono più così sicura.
A.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Problemi grandi, soluzioni semplici
Oggi ho scoperto che risolvere i problemi non è difficile. Basta solo un po' di inventiva. E anche una pozza d'acqua sul pavimento ...
Nessun commento:
Posta un commento